Episode Transcript
[00:00:00] Speaker A: Unigia Radio, siamo qui con Davide Bertolini del Genoa International Film Festival, un nome altisonante per quella che è la prima edizione del Festival del Cinema Internazionale a Genova, fatto tra l'altro in collaborazione con Cineversity, con Unigia Radio e con il patrocinio del Rettore. Ma prima di dire noi troppe cose, lasciamo parlare il direttore artistico, comunque uno dei fondatori di questa nuova realtà cinematografica genovese che, lo diciamo subito, avrà luogo dal 29 al 31 di maggio del 2026 presso il Cinema Cine Club Nickelodeon in Via della Consolazione a Genova.
Davide, sei qua con noi, ci vuoi raccontare un po' da dove nasce questa folle idea e poi dici qualcosa anche su di te, perché se una persona ha delle folle idee di solito è anche un po' parte della follia.
[00:00:51] Speaker B: Decisamente. Ciao Paolo, buongiorno a tutti quelli che ci stanno ascoltando.
Sì, sono uno delle folle idee perché, partiamo da me, così vi racconto perché l'idea è stata folle. Io sono un regista, sono un produttore, attualmente sono a Genova, con i miei film, con i cortometraggi e poi il lungometraggio che ho fatto, sono andato un pochino in giro per i festival in tutto il mondo e banalmente quello che ho visto non mi è piaciuto, perché la maggior parte dei film festival o sono troppo lontani da quello che poi piace al grande pubblico, quello che piace alla gente, oppure non sono un luogo in cui si dà davvero valore ai filmmaker, ai registi, quelli che vogliono vivere di questo mestiere.
Da questo è partita, insieme ad altre persone, la mia volontà di fare qualcosa di nuovo, fare qualcosa che mettesse insieme sia film di alta qualità, di elevata qualità, provenienti da festival di tutto il mondo, ad esempio abbiamo film da Cannes, Clément Ferrand e tutti quelli che volete, ma fare anche qualcosa di accessibile a tutti, alla cittadinanza, qualcosa di accessibile a tutte le persone che il sabato sera vanno al cinema o che tornate a casa la sera e settimana si mettono sul divano e si guardano lo streaming in tv. Quindi cercare di unire queste due cose è la nostra sfida principale, il nostro grande obiettivo e siamo pronti a farlo dal 29. Siamo pronti con 35 film veramente da tutto il mondo, abbiamo ospiti che vengono che saranno a Genova, che verranno a trovarci da Giappone, Stati Uniti, Finlandia, Svezia e tanti altri bellissimi posti, non vediamo l'ora di scambiare le nostre idee con loro e con le persone di Genova, della Liguria e anche da fuori che verranno a trovarci.
[00:02:35] Speaker A: E molti hanno visto nel cinema una realtà che stava quasi per morire. Addirittura alcuni non erano neanche più moribondi, era decisamente ormai a livello di elettroencefalogramma piatto. Di fatto però non è così, perché quando uno esce dai confini patri vede che il cinema è ancora molto vivo e vivace. E questo lo vediamo per esempio in Francia, hai citato i due festival di Cannes di Clément Ferrand, Ce ne sono molti altri, ma citando anche altri paesi, diciamo che si vede che il fervore nella produzione di film, di raccontare storie con immagini e suoni insieme, sta crescendo, non è per niente in cattiva salute, ma sta evolvendo.
Quindi voi, se doveste piazzarvi su una bilancia, quale tipo di metro vorreste usare per essere misurati?
[00:03:30] Speaker B: Allora, come in tante cose, noi cerchiamo di stare un pochino nel mezzo e cercare però di valorizzare tutto. Mi rendo conto che sia una frase ambiziosa, sia una frase anche un po' retorica, però quello che cerchiamo di fare sia dare valore ai cineasti, che stanno combattendo nonostante il cinema sia comunque in difficoltà per l'avvento di streaming e tutta una serie di servizi simili, ma anche di riportare la gente al cinema. Perché secondo me purtroppo dopo la pandemia quello che non è passato è che vedere un film su un tablet a casa, sul cellulare, oppure al cinema sia quasi la stessa cosa. Invece è un'esperienza completamente diversa. Secondo me nel momento in cui realizziamo che vedere un film al cinema è un'esperienza irripetibile, come andare a teatro forse riusciamo, tra virgolette, a riappropriarcene e ad andare avanti. E quindi per questo motivo noi cerchiamo di portare più gente possibile all'evento e coinvolgere tutta la cittadinanza.
[00:04:38] Speaker A: Effettivamente noi a Cineversity tendiamo a dire che un'emozione vissuta in una sala, e poi effettivamente tra teatro e cinema le cose sono molto simili in questo caso, è un'emozione che non è condivisa e quindi distribuita, riducendola, ma moltiplicata per il numero di persone che sono presenti in sala. E quindi effettivamente siamo assolutamente d'accordo con te. Il pubblico a cui vi rivolgete ha un target di età oppure possiamo dire che è veramente aperto a tutti?
[00:05:08] Speaker B: È veramente aperto a tutti con una piccola parentesi, un piccolo caveat, nel senso che noi come prima edizione siamo per fortuna riusciti ad avere un catalogo di, insomma, possiamo dire, a testa altissima, internazionale, con film veramente da... ci sono arrivate iscrizioni da più di 60 paesi.
L'unico requisito è oltre amare il cinema, oltre volersi godere uno spettacolo, insomma, tutto tondo, il conoscere un pochino d'inglese, perché la maggior parte dei film sono in lingua originale e la nostra, tra virgolette, forza è stata l'essere già aperti da subito a un pubblico internazionale e quindi conoscere un minimo la lingua inglese con i sottotitoli.
[00:05:49] Speaker A: Abbiamo detto tre giorni intensi. Quali sono gli orari di questo festival?
[00:05:53] Speaker B: Allora, il festival comincia verso la metà del pomeriggio del venerdì. Iniziamo in modo da goderci tutta la serata. Prenderci il nostro spazio. Inizia alle 5 e mezza. del venerdì con la cerimonia di apertura, insomma, il saluto poi delle istituzioni che ci hanno sostenuto, dato una mano, e poi partiamo subito con i film. Stessa cosa facciamo il sabato, più o meno da metà pomeriggio, anzi un goccino prima, dalle quattro e mezza in poi. Invece la domenica ci prendiamo tutta la giornata, dalle 10 in poi facciamo, apriamo con dei balli, diciamo, con una danza etnica e poi chiudiamo con la cerimonia di premiazione, perché è una cosa che non abbiamo menzionato, ma che sicuramente chi ci ascolta può risultare interessante, è che è un festival competitivo, cioè noi abbiamo una giuria internazionale di tre diversi professionisti che si confronteranno a brevissimo, al momento in cui esce questa intervista saranno usciti alle selezioni, e si confronteranno sui premi da assegnare che sono tantissimi, sono un po' i classici, quelli un po' che piacciono tutti, quelli un po' da Oscar, miglior film, miglior regista, miglior attore, miglior attrice, eccetera, e quindi noi chiuderemo il festival con la classica cerimonia di premiazione.
[00:07:10] Speaker A: Ah bene, quindi stiamo aprendo praticamente Genova al suo futuro di nuova città degli Oscar italiani praticamente.
[00:07:17] Speaker B: Ci proviamo, ci proviamo, visto che ci sono tantissimi festival, una cosa che accennavo prima, ci sono tantissimi festival ma molti in giro per il mondo, molti sono un po' chiusi, un po' chiusi dal punto di vista locale, poi si finisce per darsi premi a vicenda, invece aprendoci con la lingua, con delle personalità di rilievo come i nostri giurati. Noi abbiamo cercato fin da subito di attrarre talenti da tutto il mondo.
[00:07:42] Speaker A: Abbiamo anche qualche cosa che possa ulteriormente solleticare il pubblico, dargli il desiderio di venire?
[00:07:49] Speaker B: Allora, oltre ai film, perché ovviamente un film festival se non ci sono i film è molto difficile definirlo tale, abbiamo anche qualcosa che ravvivi un pochino il ritmo, che dia un po' di varietà, cioè oltre a appunto alle proiezioni, abbiamo delle performance artistiche per cercare comunque di coniugare diverse forme d'arte e poi abbiamo tre diverse sessioni di racconti di professionisti del settore, ci racconteranno un pochino il dietro le quinte di come essere un regista. Questo mi rendo conto che sia un po' retorico, ma ad esempio tra i nostri ospiti abbiamo l'attore Sebastian Mayberg che ha recentemente recitato per una serie tv Netflix e ci racconta che cosa succede dietro le quinte una produzione del genere. Cioè, per dire, alle sette di mattina se sei un attore passa la limousine e poi ti riporta a casa la sera, oppure il livello di quanto viene bloccata una città per una produzione del genere.
[00:08:45] Speaker A: questa tra l'altro è una domanda che io spesso mi faccio perché molte serie ma anche molti film sono girati soprattutto nel caso dei film statunitensi un po' sempre nelle stesse città e quindi mi chiede deve essere terrificante svegliarsi al mattino e dire no ma anche stamattina devono girare Perché poi uno si troverà che comunque la vita quotidiana viene un po' alterata dal cinema.
[00:09:07] Speaker B: Sicuramente certe città, come ad esempio Roma, sono molto più abituate ad avere le produzioni in giro e quasi diventa un po' come un'abitudine. Invece magari a Genova, anche se ultimamente abbiamo avuto tante produzioni, tante serie che sono andate sulla televisione nazionale, è sempre comunque un po' di... c'è sempre comunque un po' di novità. E mi rendo conto che ogni volta che giro, Da regista c'è sempre molto interesse, cioè è un mestiere che genera molto interesse nelle persone, in quelli che banalmente ti incontrano.
[00:09:41] Speaker A: Parliamo adesso un po' dei tuoi soci, perché non penso che tu abbia fatto da solo tutto il Genoa International Film Festival. Quindi, cosa ci puoi dire di loro?
[00:09:49] Speaker B: Allora, formalmente, adesso inizio con la parola più noiosa del mondo, me ne rendo conto, ma noi abbiamo organizzato il festival come associazione culturale, di cui io sono il presidente, ma ho tante persone, soprattutto tanti ragazzi giovani, che hanno dato una mano e che hanno contribuito anche alla visione artistica con cui mi sono confrontato, eccetera. Ad esempio, posso citarne alcuni, ci sono da Bologna, ma che stanno poi saltoeremente a Genova, ci sono Alice Molinari, ci sono Alessandro Livier, ci sono Angela Theot, oppure ci sono persone già più affermate, come Tatiana Callegari, che lavora nel mondo delle pubbliche relazioni da circa una ventina d'anni, quindi qualcosina sicuramente ha fatto, oppure c'è anche Matteo Abrami, che oltre ad essere un amico da ormai tanti anni, è un autore comico che sta facendo diverse cose, che lavora poi principalmente con Nino Frassica, quindi abbiamo cercato di prendere il meglio, di fare anche in questo caso un bel mix tra giovani che avessero tanta voglia di fare, cercare di dimostrare che in questo paese anche se si è giovani si possono fare le cose bilanciando però con alcuni volti, alcune persone di età più esperte che ovviamente danno un contributo altrettanto importante.
[00:11:06] Speaker A: Com'è venuta la selezione dei film che poi avete messo in concorso?
[00:11:11] Speaker B: Bella domanda che si merita una bella risposta, perché in queste circostanze, quando ti arrivano tanti film, ovviamente devi organizzarti. Per darvi un attimino la magnitudine, a noi sono arrivati più di 300 film da tutto il mondo. È chiaro che sono sia lungometraggi che cortometraggi, però ovviamente vanno visti tutti. E quindi, diciamo, io tra virgolette da direttore artistico ho smistato tra i miei collaboratori i film, tra virgolette per una prima valutazione, passata la prima valutazione poi ne abbiamo fatta una seconda insieme per scegliere quelli che effettivamente non solo rispettassero un certo livello qualitativo, ma soprattutto fossero fruibili dal punto di vista narrativo, perché quello che vogliamo appunto è qualcosa che possa piacere ad ogni tipo di pubblico e sicuramente ha influito anche il fatto che volessimo qualcosa che in sostanza fosse coerente con tutto il nostro programma. Quindi, adesso semplificando, perché sono andato abbastanza per le lunghe, abbiamo scelto un film non solo perché qualitativamente fosse valevole ma anche perché in qualche modo rispettava anche la nostra visione artistica che era quella di cui abbiamo parlato prima.
[00:12:28] Speaker A: Parlando della qualità in generale perché quando si vedono più di 300 film comunque un'idea su quello è lo stato di salute del cinema a livello internazionale ce lo si fa. Quindi cosa ti è parso anzi cosa vi è parso perché vi sarete confrontati su questo. La maggior parte dei film erano buoni la maggior parte non lo erano. Com'è stata la situazione.
[00:12:47] Speaker B: Allora, secondo me c'è un po' di spaccatura, nel senso che abbiamo avuto la fortuna di aver ricevuto film di livello molto alto, ad esempio in programma abbiamo un candidato agli Oscar, un finalista degli Oscar di quest'anno, la Palma d'Oro di Cannes e tanti altri film di successo, come dire.
Dall'altro lato posso dire che mi è venuta un po' di tristezza per... semplicemente per vedere così tante persone provarci e poi la possibilità invece di Molte, molte poche di emergere, perché ovviamente noi su 300 ne abbiamo tirati, ne abbiamo scelti 35, quindi capite che poco più di un decimo è abbastanza sproporzionato. E ho visto, e motivo per cui una cosa che mi tocca molto da regista, da chi fa questo mestiere, è il fatto che ci siano tante persone disposte a iscriversi, anche a, perdonatemi, a pagare delle tasse di iscrizione. Non nel nostro caso, ma in generale cospicue, e poi dall'altro lato ci sono festival che a malapena ti considerano o a malapena guardano cosa hai fatto, cosa che noi, sapendolo e sapendo quanto è delicato, abbiamo ovviamente evitato di fare.
[00:13:54] Speaker A: Va bene, quindi comunque ci troviamo di fronte a una situazione che sembrerebbe essere da un lato critica perché la speculazione comunque crea i suoi mostri un po' ovunque, ma allo stesso tempo è un tipo di linguaggio, quello del cinema, che sembra ancora avere molto da dire. Da un punto di vista della differenza tra lungo e corto, quindi che voi avete avuto sia lungometraggi che cortometraggi, avete fatto due sezioni immagino.
[00:14:18] Speaker B: Abbiamo fatto due sezioni, perché fino a qualche anno fa in realtà se ne facevano tre, in sostanza, cioè c'erano i corti metraggi sotto i 20 minuti, i medio metraggi tra i 20 e i 60, e tutto quel che era sopra i 60 minuti era definito lungometraggio. Adesso la tendenza nel mondo, nei festival, è abbastanza diversa. Cioè, i mediometraggi hanno perso banalmente mercato e quindi si distingue solamente tra corti e lunghi, alzando ovviamente il minutaggio minimo. Ad esempio, per noi, fino a 40 minuti è un cortometraggio, sopra è un lungometraggio. Ma alcuni festival arrivano addirittura a 50-52.
[00:14:53] Speaker A: Parlando da profano, molto spesso si dice che il cortometraggio, benché sia meno articolato perché ha meno tempo per la narrazione, possa essere un'opera decisamente più interessante dal punto di vista artistico, proprio perché dovendo sintetizzare nel corto un insieme di emozioni che poi devono essere trasferite allo spettatore e il regista, gli attori devono giocare delle carte un pochino più interessanti, un pochino più importanti e addirittura più innovative. Cosa ne pensi?
[00:15:26] Speaker B: C'era una frase molto molto bella che riassume questo concetto e cioè ti ho scritto una lettera molto lunga perché avevo poco tempo e quindi più tempo hai più il rischio di perdersi quindi con un cortometraggio se tu hai 10, 12, 15 minuti Devi andare dritto al punto, ogni gesto deve avere un significato, ogni frase deve essere potente abbastanza poi da portare avanti il messaggio che ti sei prefissato. E quindi anche a questo riguardo, Paolo, secondo me è molto interessante perché Io magari da regista sono un pochino più abituato a vedere i cortometraggi, ma è un formato che in Italia non va tanto e quindi secondo me sarebbe molto interessante dare un'occhiata a quello che c'è là fuori, a un altro, a un tra virgolette sotto genere del cinema che però è è quello strumento da cui sono nati tutti i grandi registi, perché tutti ovviamente hanno fatto prima cortometraggi e poi lungometraggi, semplicemente perché fare un cortometraggio di un certo livello oggi, adesso non spaventatevi, però costa più o meno 30-40 mila euro, per fare un lungometraggio il micro budget è considerato un milione. Quindi capite che è molto più semplice iniziare da primi che dai secondi.
[00:16:38] Speaker A: Quindi stiamo già preparandoci per un altro festival dedicato solo ai cortometraggi, o mi sbaglio?
[00:16:43] Speaker B: Allora, sicuramente il nostro focus per quest'anno era quello dei cortometraggi. Tuttavia, semplicemente per aprirsi coerentemente con quello che volevamo noi, cioè aprirsi il più possibile a un pubblico variegato e quindi avere anche un misto di linguaggi, abbiamo fortemente voluto i lungometraggi. Sono ovviamente meno, perché c'è meno spazio in programmazione se un film dura un'ora e mezza rispetto a 11 minuti, però sicuramente penso che manterremo la dicotomia tra corti e lunghi per cercare sempre di dare più possibilità possibili di approfondimento al pubblico.
[00:17:22] Speaker A: Ancora qualche precisazione, ma questa volta andiamo sul genere.
Sappiamo benissimo che la cinematografia, come la letteratura, come l'arte è fatta anche di generi e quindi nel nostro caso, anzi nel vostro caso, ma si diciamo nostro visto che l'università è coinvolta, nel nostro caso ci troviamo di fronte a dei generi, avete fatto anche qua magari delle sezioni particolari oppure avete messo insieme anche generi diversi.
[00:17:46] Speaker B: Allora, tendenzialmente noi siamo rimasti aperti ad ogni tipo di genere. Infatti c'è una competizione principale che era banalmente aperta a tutti, aperta ad ogni tipo di dramma, commedia o anche animazione.
Abbiamo però voluto focalizzarci su alcune tematiche che riteniamo rilevanti. Per la responsabilità che ci sentiamo, avendo uno spazio, dedicando del tempo e coinvolgendo delle persone, volevamo che si parlasse oltre a film apprezzabili, belli, detto proprio da bar, però anche che si portasse un messaggio che fosse il festival fosse un momento di riflessione. Quindi abbiamo delle categorie dedicate un po' ai temi più importanti alle sfide che ci dobbiamo porre, ovvero in primis la sostenibilità ambientale, ma anche la parità di genere, la possibilità poi di avere una crescita personale adeguata, bilanciata e in tutto questo abbiamo lasciato uno spazio alle opere italiane perché sì, è vero che è un festival internazionale, però non ci dimentichiamo neanche da dove veniamo e quindi c'è una sezione dedicata, c'è un premio dedicato al miglior cortometraggio italiano, oltre che ha il miglior cortometraggio studentesco, perché si inizia a fare film già dalle film school, già dalle accademie, e molto spesso alcuni di questi sono molto molto notevoli. Ad esempio abbiamo un film in concorso che si chiama The Funeral Rehearsal, che già è un nome evocativo, che è arrivato in semifinale agli Oscar studenteschi, perché come ci sono gli Oscar, tra virgolette, per i grandi, ci sono anche gli Oscar per gli studenti, quindi cercare comunque per quanto possibile a modo nostro di sostenere tutti quelli che cercano di fare questo mestiere.
[00:19:39] Speaker A: Andiamo in chiusura, anche perché questa intervista deve stimolare la gente a venire al cinema e non ad ascoltare soltanto la radio, e diciamo un po' quelle che sono le prospettive future, perché questa è la prima edizione, ce ne saranno altre.
Come vedi il tuo festival, il nostro festival, nel futuro?
[00:19:59] Speaker B: Lo vedo che questo è un ottimo punto di partenza, ma bisogna subito ripartire. Adesso ovviamente speriamo che l'evento vada al meglio, che la risposta della gente sia quella che ci aspettiamo, ma poi l'obiettivo è sicuramente almeno raddoppiare l'anno prossimo, raddoppiare le sessioni di proiezione, aggiungere dei giorni di proiezione e cercare di trasformarlo e stenderlo, un po' come è successo ad esempio a Torino.
aggiungendo tutta una serie di side events come master class eccetera, cosa che noi abbiamo già però cercheremo di sviluppare, quindi sicuramente magari aggiungere sale, aggiungere proiezioni, aggiungere altri eventi che possano portare sempre più professionisti in città.
[00:20:42] Speaker A: Benissimo allora prima di arrivare ai saluti ridiamo tutte le informazioni del caso ma questa volta è con la tua voce compresi anche siti internet e tutti i luoghi dove si possano trovare le informazioni per poter partecipare in modo attivo da spettatori ovviamente non da registi al momento al festival.
[00:21:00] Speaker B: Il Genoa International Film Festival si terrà dal 29 al 31 maggio al cinema di Chelodion, quindi nel pieno centro della città, raggiungibile sia da chi abita a Genova sia da chi volesse venire da fuori.
Apriamo con un candidato all'Oscar, chiudiamo con la Palma d'Oro, nel mezzo tanti bellissimi film sia di successo, da festival di successo, sia più indipendenti, ma che ci siamo andati a cercare noi, per cui abbiamo fatto tanto scouting, insieme a performance artistiche e i racconti un pochino più piccanti dei professionisti del settore per qualsiasi cosa. C'è il sito internet per qualsiasi cosa, i biglietti sono su Eventbrite, si possono acquistare sia per singola sessione di proiezione, sia per tutto l'evento. Quindi vi aspettiamo, non vediamo l'ora di vedervi e conoscervi e goderci un film tutti insieme.
[00:21:47] Speaker A: E quindi non esitate, andate, usate Google, usate qualunque motore di ricerca e scrivete Genoa International Film Festival, GIF, G-I-F-F è l'acronimo, e troverete sicuramente l'accesso al sito internet e tutte le informazioni necessarie per partecipare al festival.
Andare al cinema è un vero piacere, parlarne in radio è un onore e farlo insieme a Davide Bertolini e Ellen prima edizione del GIF per noi di Unigio Radio è veramente qualcosa di speciale. Bene, ci vediamo al cinema allora!